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Scritto da Alberto Aglialoro   
Martedì 22 Luglio 2008 00:00

     Di fronte a questo scenario allarmante mi sono chiesto: cosa possiamo fare? E sono arrivato alla conclusione che anche noi posso dare il nostro contributo. L’idea, un po’ ripercorrendo esperienze di volontariato simili, era quella di individuare un centro diabetologico in un paese in via di sviluppo.

     L’obiettivo del progetto sarebbe potuto essere il paziente diabetico adulto.

     Bisognava lavorare sul progetto per renderlo un pò più concreto. Per iniziare era fondamentale identificare uno o più diabetologi che mi potessero supportare nel progetto (e in questo senso ho trovato diversi consensi e condivisioni). Per entrare nel pratico pensavo di iniziare ad individuare il centro dove intervenire ed iniziare a construirci qualcosa intorno. Infatti, a mio avviso, era fondamentale una volta individuato il centro dove convogliare gli aiuti, identificare un referente locale che potesse essere per noi un riferimento e confrontarsi con lo stesso per verificare la fattibilità, i veri bisogni locali ed i tempi per la realizzazione del progetto. Una volta identificato il tipo di intervento da fare sarebbe stato fondamentale iniziare a costruire un piano del progetto (L’idea inziale era quella di un percorso assistenziale strutturato in più interventi nel tempo per garantire una continuità e degli outcomes robusti). In questo modo avrei potuto quantificare il tempo per la realizzazione ed i costi. Successivamente una volta chiaro il progetto ed i costi si sarebbe iniziato a coinvolgere eventuali sponsor.

     Per ricapitolare avrei identificato 4 fasi principali da affrontare una alla volta per garantire un maggior successo nel risultato:

  1. Identificazione della località dove intervenire e del referente/i locale/i e individuazione dei bisogni reali (“contestualizzazione del progetto”)
  2. Identificazione di un team di lavoro italiano (uno o più diabetologi, infermieri dedicati -operatori sanitari in diabetologia-)
  3. Iniziare ad ipotizzare una bozza di progetto: verificarne in sede la fattibilità ed eventualmente in funzione delle necessità locali individuare nuovi obiettivi e priorità
  4. Valutare i costi e trovare gli sponsor

     Nelle prime 2 tappe verrebbero coinvolti gli sponsors principali, Il contributo economico dei quali verrebbe quindi spalmato su 2 anni (2008-2009). Mentre nella 3° tappa verrebbero coinvolti tutti gli sponsors.

     Tutto questo ovviamente dovrà essere condiviso con i colleghi diabetologi liguri e i loro collaboratori che si sono sempre occupati con massima professionalità di ET (educazione terapeutica) e Formazione.

     Per farla breve, per quanto riguarda l’identificazione della località dove intervenire la scelta è stata indirizzata dai dati epidemiologici del WHO e dell’IDF. Siamo partiti dall’India per finire in Sud America: questo perché nel primo caso non siamo riusciti trovare le condizioni locali ideali che ci garantissero una situazione logistica strutturata capace di assicurare una stabilità e tranquillità lavorativa.

     In Sud America abbiamo scelto il Perù in relazione a: 1) dati epidemiologici del WHO e IDF, 2) situazione di stabilità politica, 3) situazione logistica locale strutturata. Vorrei soprattutto soffermarmi su questo ultimo punto: già da qualche mese siamo in contatto con il Centro Missioni Estere Cappuccini sito in via Mura di San Bernardino 15 a Genova (referente Padre Enzo Canozzi) e con i loro principali referenti in Perù (Mons. Lino Panizza, Vescovo della diocesi di Carabayllo dal 1997 e Nuovo Segretario Generale della Conferenza Episcopale Peruviana dal gennaio 2008 e Padre Gianfranco Iacopi, Direttore Nazionale dell'Opera Missionaria Pontificia del Perù). Siamo quindi riusciti a suscitare il loro entusiasmo ed interesse intorno a questo progetto anche perché ci siamo confrontati con gente estremamente sensibile a tal riguardo che si occupa di volontariato in ambito sanitario in Perù (e in particolare a Lima) dal lontano 1948. La comunità dei Cappuccini in Perù opera in diverse località alcune site alla periferia di Lima (Chorrillos, Chama) e altre distanti dalla capitale (Arequipa, Nana, Palpa, Huanuco, Caraz), ha realizzato Scuole, Cooperative di risparmio e Credito (per ulteriori informazioni sulle Missioni dei Cappuccini in Perù vi consiglio di visitare il sito http://www.cappucciniliguri.it/). Ma il fiore all’occhiello di questi “eroi” sono almeno due realtà: 1) la Città dei Ragazzi (Ciudad de los Ninos) che accoglie i bambini abbandonati (oggi circa 600 orfani) 2) L’Università Cattolica Sedes Sapientiae (vedi fotografie) fondata da Mons. Lino Panizza nel 1998 che conta 5 facoltà tra cui la facoltà di scienze infermieristiche (http://www.ucss.edu.pe/).

     Il progetto di volontariato può svilupparsi in più tappe:

  1. corso intensivo formativo per medici e infermieri in loco (2° semestre 2008) (Vedi la brochure)
  2. stage formativo per medici e infermieri in liguria presso le Nostre Strutture (1° semestre 2009)
  3. verifica dei risultati ottenuti: a distanza di un anno per constatare l’andamento del progetto (2° semestre 2009)
  4. istituzione di un fondo per “adottare” il servizio di diabetologia sviluppato

     In conclusione il Nostro Progetto è quello di formare il personale medico ed infermieristico per un Servizio di Diabetologia di I livello. Il secondo obiettivo, forse più ambizioso del primo, è quello di “adottare” e supportare questa struttura nel tempo al fine di assicurare sufficiente materiale di consumo ai medici locali per garantire la terapia ad un numero di pazienti ancora da definire, in funzione dei costi locali che dovremo verificare in sede. L’”adozione “ del servizio praticamente consisterebbe nel creare un fondo dove raccogliere le donazioni gestito direttamente dalle associazioni dei pazienti AS.LI.DIA. (Associazione ligure per la lotta contro il Diabete).

     Il progetto è supportato dall’AS.LI.DIA e ha il patrocinio delle Società Scientifiche locali: AMD (Associazione Medici Diabetologi) SID (Società Italiana di Diabetologia) e dell’OSDI (Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani).

     Per ulteriori informazioni puoi scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Novembre 2008 06:38